Cronache dagli ITS
ITS Academy: 41 mila iscritti, ma le imprese cercano molti più tecnici
Un approfondimento di Avvenire racconta il divario tra formazione e domanda di competenze. Per chi sceglie dopo il diploma, il punto è conoscere i mestieri dietro i numeri.
10 ottobre 2026 · Lettura: 3 min

Una fabbrica di oggi non ha bisogno soltanto di macchine: servono persone capaci di comprenderle, controllarle e farle lavorare in sicurezza. È da questa prospettiva che vale la pena leggere l’approfondimento di Avvenire sulla crescita degli ITS Academy. Il quotidiano riporta 41 mila iscritti a livello nazionale, ma mette soprattutto in luce una distanza ancora ampia tra i tecnici formati e quelli richiesti dalle imprese. Per i giovani che stanno decidendo cosa fare dopo il diploma, è uno spunto per guardare da vicino professioni spesso meno conosciute di quanto meritino.
Più iscritti non significa aver colmato il divario
Secondo lo studio di Rete ITS Italy, EY ed EY Foundation richiamato da Avvenire, le imprese avevano programmato circa 117 mila ingressi di tecnici superiori per il 2025; il fabbisogno annuale stimato raggiungerebbe 143 mila nel 2035. Sono grandezze diverse dai 41 mila iscritti: gli ingressi attesi riguardano un anno di domanda di lavoro, mentre gli iscritti rappresentano persone ancora in formazione. Non vanno quindi confrontati come se fossero lo stesso indicatore. Il messaggio resta chiaro: far crescere la formazione tecnica richiede continuità, non soltanto un aumento delle iscrizioni.
Dietro le tecnologie ci sono mestieri concreti
Automazione, robotica, cybersecurity e gestione dei dati non sono solo parole che descrivono il futuro. In azienda diventano attività quotidiane: verificare la precisione di un componente, individuare un’anomalia nella produzione, proteggere una rete o leggere le informazioni di un impianto. Sono lavori nei quali conoscenze e pratica si sostengono a vicenda. Per capire se un percorso tecnico è adatto a sé, può essere più utile immaginare queste attività che fermarsi al nome del corso.
I risultati occupazionali, con il giusto contesto
L’indagine citata dal quotidiano coinvolge 74 Fondazioni in 15 regioni: circa l’80% dei diplomati trova lavoro entro un anno*, e il 92,8% degli occupati svolge un’attività coerente con la specializzazione. Sono risultati del campione nazionale studiato, non dati specifici di ITS DEMOS né una garanzia individuale di assunzione. *Fonte: studio «Formare i tecnici del futuro», promosso da Rete ITS Italy e realizzato da EY ed EY Foundation, riportato da Avvenire.
Laboratori e formazione: una scelta da conoscere da vicino
Avvenire richiama anche il ruolo degli investimenti PNRR e la richiesta di risorse stabili per il sistema ITS. Per uno studente, però, la scelta si costruisce su elementi molto concreti: contenuti, strumenti disponibili, stage e figure professionali in uscita. Nei corsi ITS DEMOS, 900 delle 1.800 ore si svolgono in azienda. Chi è interessato alla tecnologia può approfondire Meccatronica e Cybersecurity; chi vuole confrontare altre possibilità trova anche Agroalimentare e Turismo. Conoscere i percorsi e parlare con l’orientamento aiuta a trasformare una notizia nazionale in una decisione personale consapevole.
Fonte di riferimento: Avvenire, «Formazione: 41mila iscriti agli Its ma nel 2030 ne serviranno almeno il quadruplo». Articolo di commento e sintesi originale, pubblicato da ITS DEMOS il 10 ottobre 2026. Copertina illustrativa generata: non ritrae studenti o ambienti reali di DEMOS. Leggi l'articolo originale
